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Frutta e Verdura….quante porzioni giornaliere ?

Frutta e Verdura….quante porzioni giornaliere ?

Frutta e VerduraMangiare alimenti vegetali otto volte al giorno abbassa il rischio di morire per malattie cardiovascolari .

Per proteggere il cuore non bastano più le cinque porzioni giornaliere di frutta e verdura suggerite nel 2003 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, ora la richiesta è salita a otto.  Secondo quanto pubblicato, chi mangia otto volte al giorno frutta e verdura ha il 22% di probabilità in meno di morire per malattie di cuore e vasi rispetto a chi ne consuma solo tre porzioni nell’arco delle 24 ore.

LO STUDIO – Lofrutta e verdura studio in questione è frutto della collaborazione tra numerosi istituti europei coordinati da Francesca Crowe, francesca crowericercatrice presso l’Università di Oxford. In particolare i ricercatori guidati dalla Crowe hanno analizzato dati provenienti dal European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition (EPIC), un progetto finanziato dalla Comunità Europea che si propone di valutare le relazioni tra dieta, stili di vita, fattori ambientali e l’insorgenza di tumori e altre malattie croniche come quelle cardiovascolari. Le informazioni raccolte dal 1992 al 2000 riguardano abitudini alimentari e condizioni di salute di più di 300mila persone tra i 40 e gli 85 anni provenienti da otto Paesi europei, tra cui l’Italia. Dall’elaborazione dei dati è emerso che consumare alimenti vegetali almeno otto volte al giorno ridurrebbe di quasi un quarto la probabilità di morire per malattia coronarica. Inoltre, secondo i ricercatori, a ogni porzione in più di frutta e verdura, quantificata in 80 grammi, più o meno una piccola banana o una carota, corrisponderebbero 4 punti percentuali in meno di rischio cardiovascolare.

DIETA O ALTRO? – «Dobbiamo però essere cauti davanti a questi risultati – precisa la Crowe -. Spesso infatti chi ha un’alimentazione sana adotta anche altri salutari stili di vita che potrebbero contribuire, insieme al consumo di frutta e verdura, alla protezione cardiovascolare». D’altra parte è anche vero che chi mangia più cibi di origine vegetale riduce l’apporto calorico della dieta tenendo così lontani i chili di troppo che condurrebbero a sovrappeso e obesità, appurati nemici della salute cardiocircolatoria e non solo. «Se è vero che frutta e verdura hanno un effetto protettivo sul cuore – sostiene in un editoriale di commento allo studio Micheal Marmot, direttore dello University College di Londra -, si potrebbe produrre una pillola coi nutrienti responsabili e non preoccuparsi più della dieta. Ma esperimenti condotti somministrando vitamine antiossidanti non hanno portato a conclusioni chiare e definitive sul loro ruolo nel ridurre l’incidenza di cancro e malattie cardiovascolari». Sembrerebbe dunque che l’effetto benefico sulla salute non risieda tanto nei singoli micronutrienti quanto in qualcosa di più complesso e articolato. «Se con ulteriori studi riusciremo a scoprire i meccanismi biologici che stanno alla base della relazione tra frutta e verdura e malattie coronariche – conclude la Crowe – saremo in grado di stabilire se in questo legame c’è un vero rapporto di causalità».

L’ALIMENTAZIONE IN ITALIA – Indipendentemente dalle spiegazioni scientifiche il messaggio però appare chiaro: più si mangia sano, con più frutta e verdura, e meglio è. L’Italia a questo proposito sembra essere sulla buona strada. Tra tutti i Paesi coinvolti nell’indagine, è infatti l’unico, insieme alla Spagna, in cui si superano in media le sei porzioni di vegetali nell’arco della giornata. In parte ciò è dovuto alla grande varietà di frutta e verdura e alla tradizione culinaria di cui sono dotati i Paesi mediterranei come appunto l’Italia. Non a caso infatti sono proprio gli stati dell’Europa del Nord, meno dotati sotto il profilo della varietà alimentare, a consumare meno frutta e verdura. Le porzioni di vegetali consumate giornalmente da un inglese sono in media 4/5, mentre uno svedese non arriva neppure alle 4. Sul totale del campione europeo considerato dalla Crowe, però, solo una persona su 5 arriva alla meta delle caldeggiate otto porzioni. In Italia in realtà le linee guida dell’INRAN, l’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione, suggeriscono, per mantenersi in buona salute, di consumare frutta e verdura circa cinque volte al giorno. Nel Bel Paese però si abbonda con le quantità, non più gli striminziti 80 grammi citati nell’EPIC, ma bensì i 250 e 150 grammi, rispettivamentefrutta e verdura per verdura e frutta, definiti dall’INRAN come singola porzione.

PROBLEMA – fino ad ora abbiamo parlato di quante porzioni di frutta e verdura assumere giornalmente, senza considerare che oggi frutta e verdura non sono più quelli di 50 anni fà per via dell’inquinamento, per le sostanze che vengono spruzzate sulla buccia (anticriptogamici, sostanze cerose, pesticidi) e per le falde inquinate. Ci sono molte ragioni quindi che ci spingono a comprare frutta e verdura biologiche e l’etichetta assicura che non sono stati trattati con pesticidi chimici artificiali, semi di combustibili fossili o di fertilizzanti a base di acque reflue o geneticamente modificati. E’ opinione diffusa che gli alimenti biologici vengono anche tradizionalmente considerati più salutari perché contengono pochi o nulli residui chimici e perché sembrano possedere un maggior numero di nutrienti anche se questo al momento non è ancora stato provato. Di fatto, però, chi vuole comprare bio deve affrontare un costo elevato, spesso il doppio dello stesso prodotto non-bio e a fronte di una recessione economica che porta molte famiglie in tutto il mondo a fare i conti anche sulla spesa, mangiare più sano diventa una cosa da ricchi.

Cosa possiamo fare allora ?

Lavare bene frutta e verdura può essere d’aiuto per eliminare i residui di pesticidi ? Si tratta sicuramente di una buona norma igienica, utile per rimuovere, almeno in parte, i residui di sostanze indesiderate che potrebbero essere presenti sulla buccia di frutta e verdura, prima del consumo o della cottura. Purtroppo con la comune acqua di rubinetto, ma anche con acqua in PET o ad osmosi, non potremo mai rimuovere i veleni presenti sulla buccia (figuriamoci all’interno della frutta e della verdura). La struttura molecolare delle comuni acque è Macrostrutturata e di media troviamo dalle 12 alle 15 molecole il che vuol dire che un’acqua con simili caratteristiche non potrà mai penetrare la buccia e portare fuori queste sostanze chimiche. Per fare questo bisognerebbe avere un tipo di acqua con una struttura molecolare ridotta o microstrutturata a 6/8 molecole.

 

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