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Connettivite indifferenziata

Connettivite indifferenziata

Salve a tutti, mi chiamo Antonella, vivo ad Aulla in Toscana e vorrei condividere con voi una mia testimonianza riguardo ad un problema avuto in passato chiamato Connettivite indifferenziata. Circa 5 anni fa, a 53 anni, mi sentivo particolarmente stanca e debole e quello che mi preoccupava erano i dolori muscolari , spesso quasi invalidanti e i momenti in cui sentivo tutti i sintomi di una influenza persistente. Ogni tanto, ero vittima di fastidiose manifestazioni ulcerose all’interno della bocca. Ma, come spesso accade, davo la colpa a un particolare periodo di stress lavorativo e personale . Non avevo mai avuto grandi problemi fino ad allora e le piccole indisposizioni che ogni tanto mi accadevano le superavo piuttosto velocemente . Questa volta sentivo che era diverso e non riuscivo a sentirmi meglio. Prestavo poca attenzione alla mia alimentazione e bevevo pochissima acqua che era contenuta in comuni bottiglie di plastica.

Ho iniziato a fare degli accertamenti e a rivolgermi a dei medici per arrivare alla diagnosi : “Connettivite indifferenziata” , un qualcosa che non avevo mai sentito neppure nominare. Allora iniziai a informarmi e ho scoperto che la situazione non era per nulla rassenerante. Ero disperata, perché tutto ciò rendeva la mia vita qualitativamente scarsa con conseguenze molto negative sul mio umore che oscillava dalla depressioneconnettivite_indifferenziata all’irritabilità. Questo stato si ripercuoteva, inoltre, sulla qualità del mio lavoro  che era sempre più scadente e sulle mie relazioni affettive che risultavano sempre più compromesse.  All’inizio provai a sentire tanti medici, i quali mi consigliarono ognuno un cocktail di farmaci diverso e le cose migliorarono solo per qualche breve momento per poi tornare tutto come prima.

In quel periodo, il mio amico Giuseppe mi fece conoscere il dott. Trovato, un medico endocrinologo specializzato nello stress ossidativo e nelle patologie autoimmuni, con una visione della medicina a 360 gradi. Mi disse che per migliorare la qualità della mia vita dovevo prima andare alla radice del problema, dovevo combattere tutte le scorie acide e le tossine che erano accumulate in grande quantità nel mio tessuto connettivo responsabili della gran parte dei sintomi che mi affliggevano giorno dopo giorno. Il Dott. Trovato mi disse che l’organismo possiede già tutte le risorse necessarie ad affrontare le problematiche e a risolverle, a patto di metterlo in una condizione di massima efficienza.

Come?

Disintossicandolo, alcalinizzandolo e depurandolo dalle scorie acide che uno stile di vita mal sano e un’alimentazione scorretta inducono ad accumulare sempre più. Ed è così che invece di intossicarmi con tutti quei farmaci che tentavano di risolvere il sintomo, ma non la causa, ho iniziato a vincere la mia acidosi metabolica e alcalinizzarmi, modificando la mia alimentazione. Ho iniziato a ridurre il consumo delle carni, dei latticini, dei formaggi prediligendo la verdura cruda e la frutta fresca. Pian piano ho ridotto anche il consumo di caffè e bevande varie, eccitanti e gassate e, cosa importantissima, ( forse la più importante di tutte) ho iniziato a bere molta acqua salutare alcalinizzante e antiossidante iniziandomi a sentire meravigliosamente bene. Non avrei mai immaginato che bere acqua in bottiglia di plastica fosse così nocivo per l’organismo tanto da intossicarlo di ulteriori veleni,come confermato dalle analisi dell’ARPA e da numerosi filmati visti in televisione.

acidosiUna delle cose che mi ha stupito di più è stato scoprire  che già nel 1931, il dott. Otto Warburg scoprì la causa del cancro, affermando che il cancro deriva da due condizioni di base: l’acidosi e l’ipossia, cioè la mancanza di ossigeno cellulare. Ipossia e acidosi sono due facce della stessa medaglia: non può esistere l’una senza l’altra. Per questa scoperta il dott. Warburg prese il premio Nobel per la medicina.

Numerosi altri esperti mondiali, a noi contemporanei, tra cui il dott. Young, autore del libro “Il miracolo del pH alcalino”, il dott. Hiromi Shinya inventore della chirurgia colonscopica e autore del best seller “Il fattore enzima”, affermano proprio che l’acidosi, cioè l’accumulo di scorie acide nei tessuti, è la madre di tutte le malattie.

Quindi mi è subito risultato chiaro che se avessi contrastato l’acidosi, i radicali liberi e avessi ridato ossigeno alle mie cellule sarei stata sicuramente meglio!

La cosa straordinaria è stata che usando queste strategie alimentari, ho iniziato a sentirmi splendidamente bene, ringiovanita, in forma e con una energia che mai mi sarei sognata di possedere e la maggior parte dei sintomi della mia malattia sono ormai un lontano ricordo. Ringrazio e benedico sempre il giorno in cui ho iniziato a bere Acqua Kangen, mi ha ridato la gioia e la voglia di vivere. Oggi sono  qui a scrivere questa mia esperienza per condividerla con quanti di voi la leggeranno e che magari versano in condizioni simili a quelle in cui mi trovavo io. Non mi aspetto di essere subito compresa, neanche io compresi all’inizio, ed ero una persona ostinata, scettica e diffidente , ma anche se una sola persona , grazie alla mia esperienza , potra’ provare e ottenere dei benefici , questa mia “ appassionata condivisione “ avra’ raggiunto il suo scopo . Dico a te che leggi : “ Non ti arrendere, non accettare mai passivamente la malattia…la soluzione esiste e tu ora puoi abbracciarla. Inizia oggi stesso a provare anche tu la meravigliosa sensazione del benessere e della  libertà”.

Con tutto il mio cuore Antonella

Comments (4)

  1. Avatar

    Salve, ho letto con molto interesse la sua testimonianza e la condivido in pieno, ma non ho capito la relazione che ci dovrebbe essere con la fotografia delle dita biancastre, parrebbero senza circolazione capillare.
    Grazie
    Giovanni

    • medicinanatural

      Ciao Giovanni,
      la fotografia mostra la reazione della Connettivite indifferenziata che forma come una specie di herpes però in questo caso sulle dita delle mani. Questo si verifica quando abbiamo il sistema immunitario basso, l’organismo avendo poche difese immunitarie reagisce con la malattia.

  2. Avatar

    salve,
    sono Antonella mi hanno appena diagnosticato la connettivite indiferenziata lupidica,
    ho 57 anni e la cosa mi spaventa, ci sono alcuni momenti che non riesco a muovere i piedi e le gambe. si manifesta come se qualcuno mi stesse accoltellando e in qualsiasi parte del corpo. ……avrei tante domande in merito ma sinceramente non so da che parte iniziare.
    Ci sono momenti che sono triste e piango senza motivo e non è nel mio carattere.
    Ci sono momenti che faccio di tutto e di più senza problemi mentre altri che mi devo fermare e coricare dai dolori…..
    grazie per qualsiasi forma di suggerimento mi possiate dare per combattere questa forma infiammatoria.

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